Dal convegno di oggi organizzato dalla Camera di Commercio di Viterbo indicazioni utili per uno sviluppo economico sostenibile della Tuscia.
Creare una rete dell’innovazione della Tuscia per le elevare la competitività delle imprese. È questa l’estrema sintesi del convegno “Innovazione e sostenibilità: quali prospettive di sviluppo. Le opportunità per la Tuscia”, organizzato dalla Camera di Commercio di Viterbo, che ha visto la partecipazione tra gli altri del presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello, del sindaco Giulio Marini, degli assessori provinciali Paolo Bianchini e Gianmaria Santucci, nonché di esperti, imprenditori, rappresentanti delle associazioni di categoria, professionisti, docenti e ricercatori universitari, esponenti degli istituti di credito.
“Parlare di innovazione oggi – ha detto nella sua relazione introduttiva Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo - significa accendere una stella affinché guidi la rotta degli imprenditori. Significa non considerare più l’innovazione come un valore aggiunto ma una scelta obbligata per far crescere le attività economiche. Affinché ciò avvenga le imprese e le istituzioni devono dare più spazio alla creatività, incentivare la ricerca, insistere sulla qualità, costituire reti di impresa, valorizzare il legame con l’identità del territorio, elevare la semplificazione amministrativa e operare per la coesione sociale”.
Nell’ambito della definizione degli opportunità e delle criticità nei processi di ricerca, Alessandro Ruggieri, direttore del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università degli studi della Tuscia ha spiegato: ”L’innovazione necessita di una sinergia tra ricerca scientifica e trasferimento tecnologico e prevede l’integrazione tra università, imprese, Enti locali e associazioni, creando un sistema a rete, per la definizione di progetti e la fruizione delle conoscenze. In questo modo possiamo far sì che l’innovazione concretamente si trasformi in opportunità occupazionali e fattore competitivo per le imprese”.
Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso Gianfranco Ruta, direttore di Dintec, il Consorzio per l’innovazione tecnologica: “Il legame tra innovazione e territorio costituisce tuttora un forte elemento di crescita e ciò anche considerando i processi di globalizzazione e la dimensione della concorrenza internazionale. Ma il territorio per essere veramente un fattore di stimolo per l’innovazione e lo sviluppo deve rappresentare non solo un luogo fisico, quanto piuttosto un elemento attorno al quale costruire un sistema di relazioni, di scambio di conoscenze e di condivisione di progetti comuni”.
Le testimonianze di due aziende del territorio, che hanno investito nell’innovazione tanto da renderla vero fondamento operativo della propria impresa, sono state portate dalla X-Tec, che tramite un percorso di ricerca scientifica ha sviluppato un processo di fusione della ceramica per la creazione di un prodotto innovativo capace di collocarsi su mercati del tutto nuovi. Ma anche la Skylab Studios che ha individuato nel QR, il codice di risposta rapida, uno strumento di informazione applicabile non solo all’ambito commerciale, ma anche alla valorizzazione dei territori e delle loro attrazioni storico-culturali rendendole immediatamente fruibili grazie agli strumenti di telecomunicazione di massa come l’i-phone, per il rilascio di informazioni utili al turista.
A chiudere i lavori il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello, il quale ha dichiarato: "Il nostro paese, per mantenere la posizione che merita e che è riuscito a costruirsi, non senza fatica e sacrifici dal dopoguerra ad oggi, deve continuare a puntare sulla qualità delle sue produzioni rappresentate dal marchio Made in Italy che dovunque nel mondo è sinonimo di qualità. Senza innovazione dei processi e dei prodotti - ha aggiunto Dardanello - non c'è qualità e non c'è competitività. Il sistema camerale ha saputo essere e vuole continuare ad essere vicino alle imprese che vogliono innovare".
Nel corso dell’incontro sono stati presentati i due nuovi progetti sull’innovazione elaborati dalla Camera di Commercio di Viterbo per il 2012:
Progetto “Tuscia sostenibile”, promosso e finanziato da Unioncamere, che prevede azioni di informazione, affiancamento e formazione per lo sviluppo della “green economy”. Attraverso questo progetto, realizzato dal CeFAS, in collaborazione con l’Università degli Studi della Tuscia e il sistema camerale, saranno affiancate le imprese affinché possano ridurre i costi, ad esempio attraverso l’adozione di soluzioni per il risparmio energetico, o individuare nuove opportunità commerciali, o brevettare nuovi prodotti e nuove linee di produzione, in sintonia con l’attenzione da parte dei consumatori ai temi ambientali e biologici.
Progetto “Reti di impresa”, con l’intento di dare un forte impulso alla creazione delle Reti d’Impresa, quanto mai necessarie in un tessuto imprenditoriale come il nostro, caratterizzato, come detto, da micro e piccole imprese. L’obiettivo è quello di aiutare le imprese a offrire servizi più completi, partecipare a bandi impegnativi, spuntare prezzi migliori dai fornitori, avere flussi di lavoro costanti, investire sull’innovazione e il trasferimento tecnologico. In tal senso la Camera di Commercio di Viterbo non parte da zero, perché in questi anni abbiamo lavorato non poco sulla cultura dell’aggregazione soprattutto nei settori del turismo, dell’agroalimentare e dell’artigianato, con i progetti “Welcome in Tuscia” e “Marchio collettivo Tuscia Viterbese”, coinvolgendo centinaia di imprese.
Al termine del convegno sono stati conferiti dai presidenti Dardanello e Palombella i riconoscimenti alle cinque aziende della Tuscia iscritte al Registro Nazionale delle Imprese Storiche, istituito da Unioncamere in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia: Antica Legatoria Viali, dal 1891, Boccolini Arredamenti dal 1901, Fratelli Sorrini dal 1870, Officine Brugiotti dal 1906, Orsolini Amedeo dal 1880.
Viterbo, 15 novembre 2011
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