Mediazione e Conciliazione

La conciliazione è una procedura semplificata di risoluzione delle controversie di natura economico-patrimoniale fra imprese e fra imprese e consumatori dove una terza persona imparziale, il conciliatore, assiste le parti in conflitto guidando la loro negoziazione e orientandole verso la ricerca di accordi soddisfacenti per entrambe. E' un servizio che consente di risolvere le controversie in modo facile, rapido e conveniente.

La procedura è del tutto volontaria e può essere interrotta in qualsiasi momento; ma se viene raggiunto un accordo il rapporto fra le parti ne esce rafforzato, a differenza di quanto avviene in conseguenza di una sentenza civile. Inoltre la procedura ha costi contenuti e predeterminati in base al valore della controversia.

La Camera di Commercio di Viterbo, in attuazione di quanto previsto dalla legge 580/1993, ha provveduto ad istituire il proprio Servizio di Conciliazione approvando il regolamento di conciliazione per le controversie di natura economica ed in particolare quelle che possono insorgere tra imprese e tra imprese e consumatori.

Con l’emanazione del d.lgs. n. 28 del 4 marzo 2010, in materia di “mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali”, entrato in vigore il 20 marzo 2010, è stato ampliato l'ambito di applicazione e il procedimento di conciliazione ha avuto un’approfondita regolamentazione.

In particolare la normativa ha disciplinato in maniera organica la procedura di mediazione introducendo l’obbligatorietà del tentativo di conciliazione a partire dal 20 marzo 2011nelle materie di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di azienda, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

A decorrere  dal 20 marzo 2011 chiunque doveva agire in giudizio per una delle materie di cui sopra, doveva necessariamente e preliminarmente esperire il procedimento di mediazione presso un Organismo di Conciliazione iscritto al Ministero della Giustizia.

Il Servizio di Conciliazione della Camera di commercio di Viterbo è iscritto dall’8 marzo 2010 al Registro degli Organismi deputati a gestire tentativi di conciliazione, al numero 72, ed ha pertanto gestito le procedure di mediazione previste dal Decreto Legislativo 4 marzo 2010, n. 28.

A seguito della emanazione della Sentenza della Corte Costituzionale n. 272, pubblicata sulla G.U. n. 49 del 12 dicembre 2012, che ha abrogato le norme relative alla obbligatorietà della mediazione si è registrata una caduta verticale dell’attività di mediazione, non solo a livello locale, ma su tutto il territorio nazionale.

Per cercare di arginare l’impatto fortemente negativo che la predetta sentenza ha avuto sullo strumento, si è ritenuto necessario individuare azioni per rilanciare, a livello nazionale, i servizi di giustizia alternativa con particolare riguardo alla attività di mediazione, ormai entrata a pieno titolo tra le funzioni fondamentali delle Camere di Commercio.

La Camera di Commercio di Viterbo il 30 maggio 2013 ha approvato un nuovo Regolamento di mediazione con le modifiche suggerite da Unioncamere per agevolare il ricorso alla mediazione civile e commerciale.

Il Decreto del Fare (artt. 84 e 84 bis del D.L. n. 69/2013, convertito dalla legge 98/2013) ha reintrodotto a partire dal 20 settembre 2013 e per un periodo sperimentale di quattro anni, la mediazione quale condizione di procedibilità per le seguenti materie: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno da responsabilità medica e, in aggiunta, sanitaria, risarcimento del danno da diffamazione con mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Rimane escluso dalla condizione di procedibilità il risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti.

Ha inoltre introdotto le seguenti novità:

Competenza territoriale: la presentazione della domanda va effettuata presso un organismo avente sede nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia.

Durata del procedimento: la durata massima della procedura dovrà essere di tre mesi anziché quattro.

Incontro di programmazione: è previsto un primo incontro preliminare entro 30 giorni dal deposito della domanda, in cui il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione, invitando le parti ad esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione. Se tale incontro si conclude con un mancato accordo a proseguire la mediazione, nessun compenso è dovuto all’organismo di mediazione.

Assistenza obbligatoria: le parti dovranno obbligatoriamente essere assistite da un avvocato nel corso di tutta la procedura di mediazione.

Efficacia esecutiva: nel caso in cui tutte le parti aderenti alla mediazione siano assistite da un avvocato, l’accordo di mediazione sottoscritto dalle parti e dai loro avvocati costituiràtitolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. In tutti gli altri casi l’accordo potrà essere omologato su istanza di parte con decreto del Presidente del tribunale.

Avvocati: mediatori di diritto: gli avvocati iscritti all’albo saranno di diritto mediatori, ma dovranno comunque seguire un percorso formativo in materia di mediazione oltre che percorsi di aggiornamento teorico-pratici. A tal proposito si precisa che gli Organismi di mediazione possono in ogni caso autoregolamentare l’accesso di mediatori alle loro liste.

Mediazione per ordine del Giudice: nella nuova formulazione dell’art. 5, comma 2, DLgs 28/2010 viene affidato un nuovo e più incisivo ruolo al giudice il quale sarà in grado di vincolare le parti e potrà ordinare che le stesse diano l’avvio ad un procedimento di mediazione.  In qualunque momento – prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ed anche in sede di giudizio di appello – valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, il giudice potrà disporre l’esperimento della mediazione, che in tal caso diverrà condizione di procedibilità della domanda. La fattispecie “mediazione disposta dal giudice” viene così integralmente assimilata ai fini della procedibilità (anche se con un giudizio ex post o, meglio, fondato su una condizione di improcedibilità sopravvenuta rispetto all’avvio del processo) alla “mediazione obbligatoria ex lege” (art. 5, comma 1-bis, Dlgs 28/2010).

La normativa fa comunque salva l’applicazione delle disposizioni che già disciplinano i procedimenti obbligatori di conciliazione e di mediazione comunque denominati e che, pertanto, sono esperiti in luogo di quelli previsti dal d.lgs. 28/2010 continuando ad essere disciplinate dalle disposizioni previgenti in tema di conciliazione.

In particolare:

in materia di telecomunicazioni (delibera n.173/07/CONS e relativo regolamento)

in materia di subfornitura (legge 18/06/1998, n. 192)

In data 13 marzo 2012 è stato siglato un primo protocollo d’intesa tra AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni – e Unioncamere – Unione Italiana delle Camere di Commercio – con l’obiettivo di sviluppare l’utilizzo della conciliazione delle Camere di Commercio nel settore delle comunicazioni elettroniche.

Il protocollo d’intesa che nasceva dall’ opportunità di favorire lo sviluppo dell’utilizzo delle tecniche di risoluzione alternativa delle controversie nelle telecomunicazioni mediante l’adozione di comportamenti uniformi all’interno del Sistema camerale con la conseguente estensione dell’utilizzo del Regolamento di Mediazione al contenzioso del settore è stato avvalorato da un nuovo protocollo firmato il 6 maggio 2014 che ha confermato l’attuale tariffario parificato a quello delle procedure di mediazione civile obbligatorie e sicuramente rappresenta una conferma del ruolo svolto dalle Camere di commercio nella soluzione delle controversie tra operatori ed utenti.

A tale riguardo il Servizio di Conciliazione della Camera di Commercio, nel recepire il predetto protocollo, ha riformulato il proprio Regolamento di Conciliazione uniformandolo, per quanto compatibile, con il Regolamento adottato per le procedure di Mediazione. 

RIFERIMENTI

Anna Cecchetti
tel. 0761.234400 - 234420 - 234440 - 234459
fax 0761.234460 
sportello.conciliazione@vt.camcom.it 

dati aggiornati al 26 Gennaio 2016