UNIONCAMERE: Imprese, cresce la voglia di digitale: 3mila in più tra gennaio e settembre

Nel digitale più lavoro e bilanci più smaglianti rispetto alla media, ma i protagonisti restano troppo pochi (solo il 2,3% di tutte le imprese)

 


pubblicata il 06/11/2017

Viaggiano ad un passo più spedito delle altre, in media creano più occupazione e generano più ricchezza del resto delle imprese ma sono ancora poche le “digital companies” tricolore. Alla fine del terzo trimestre dell’anno, le imprese che operano nei settori digitali (dal commercio via Internet agli Internet service provider, dai produttori di software a chi elabora dati o gestisce portali web), hanno superato la soglia delle 122mila unità, pari solo al 2,3% del totale delle imprese italiane.

E’ quanto emerge dai dati diffusi in occasione dell’Assemblea dei presidenti delle Camere di commercio italiane, in corso a Siracusa.

A fronte di questa mini-rappresentanza in termini numerici, il digitale mostra tuttavia di possedere una fortissima vitalità rispetto al resto dei settori: dall’inizio dell’anno, infatti, il comparto è cresciuto del 2,4%, quasi quattro volte più della media delle imprese italiane (0,6%). Il 12,5% di queste attività sono guidate da giovani con meno di 35 anni ma, se si guarda alle aperture di nuove imprese intervenute dall’inizio dell’anno, la spinta che viene dai giovani a questo settore così strategico è ben più significativa: delle 6.330 iscrizioni rilevate tra gennaio e settembre, il contributo degli ‘under 35’ sfiora il 35%.

Forte anche la dinamica dei bilanci delle società del digitale: negli ultimi due anni il valore della produzione è cresciuto a ritmi doppi rispetto agli altri settori e il valore aggiunto del 50%. Quanto all’occupazione, in media le imprese del settore digitale occupano 5,4 addetti, contro una media del 4,5 riferita a tutte le imprese.

Lo “screenshot” dell’imprenditoria digitale si inserisce in un quadro di complessiva tenuta – pur tra luci ed ombre - del sistema delle imprese italiane. Nei primi nove mesi del 2017, il bilancio tra aperture e chiusure ha fatto registrare un saldo positivo per 37.897 unità, contro le 41.597 dello stesso periodo del 2016. Per contro, il terzo trimestre dell’anno si segnala per un risultato migliore di quello dell’anno precedente, con un saldo di 17.999 imprese in più a fronte delle 16.197 di luglio-settembre 2016.

Oggi nel nostro Paese abbiamo un numero di imprese digitali esiguo, ma è una realtà con un forte potenziale di sviluppo”, ha detto il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello.Le aziende ci dicono di avere un gran bisogno di digitalizzazione e per questo occorre innalzare la cultura e le competenze digitali delle nostre imprese. Le Camere di commercio che fanno parte del network Industria 4.0, con i 77 punti di impresa digitale che stanno realizzando, sono impegnate a favorire la conoscenza e l’utilizzo delle nuove tecnologie ”.

MOVIMPRESE – FOCUS SULLE IMPRESE DEL SETTORE DIGITALE

Delle oltre 122mila imprese che compongono il settore digitale, una su cinque (28.650) ha sede in Lombardia. A grande distanza seguono il Lazio (16.469 imprese pari al 13,5% del totale) e la Campania (10.477 e 8,6%). Se si osserva la sola componente giovanile, la Lombardia resta la regione leader fermandosi però al 16,6% del totale, mentre le due posizioni di rincalzo si invertono (la Campania è seconda, il Lazio terzo). Ma è guardando alla dinamica delle nuove aperture che si coglie l’interesse dei giovani del Sud verso il digitale. La quota di imprese ‘under 35’ sulle nuove aperture di imprese digitali sfiora infatti il 50% in Calabria, tocca il 46,7% in Basilicata, il 44,4% in Campania, il 42,3% in Puglia e il 40,6% in Sicilia.

Sul fronte degli addetti, la media più elevata rilevata nel settore digitale non si distribuisce allo stesso modo sul territorio nazionale, registrandosi solo in 10 delle 20 regioni del Paese. Le regioni a più elevato ‘vantaggio occupazionale’ sono la Valle d’Aosta (dove la media degli addetti per impresa digitale è di 10,5 contro 4,2 ),  il Trentino – Alto Adige (8 addetti in media contro 5,4) e il Piemonte (6,9 contro 4,5).

Guardando infine alle performance economiche, l’analisi di circa 580mila bilanci depositati nel triennio 2014-2016 da altrettante società di capitale di tutti i settori  certifica la marcia in più del comparto digitale. Per due anni di seguito (2016 e 2015) il valore della produzione delle 22mila società digitali è aumentato del 9,2% rispetto all’anno precedente, contro una crescita media di tutti i settori che è stata del 3,3% tra 2016 e 2015, dopo il 4,5% tra 2015 e 2014. Meno brillante ma significativo il gap a favore del digitale in termini di valore aggiunto: tra 2016 e 2015 le società dei ‘bit’ hanno registrato una crescita dell’8,6% contro una media generale delle società di capitale del 6%, ‘bissando’ il risultato simile del biennio precedente (7,7 contro 5,8%).

Settore digitale*

Imprese registrate al 30.09.2017 (totali e under 35), iscrizioni e var.% dello stock nei primi 9 mesi dell’anno

 

 

Imprese registrate

al 30.09.2017

Iscrizioni nel periodo gennaio-settembre 2017

Var. % dello stock di imprese nel periodo

Regione

Totale imprese

di cui

under 35

%

under 35

Totale iscrizioni

di cui

under 35

%

under 35

 

Totale settori

Settore digitale

ABRUZZO             

2.705

379

14,0%

145

45

31,0%

0,17%

0,74%

BASILICATA          

822

148

18,0%

45

21

46,7%

1,07%

1,10%

CALABRIA            

2.742

449

16,4%

139

69

49,6%

1,03%

2,20%

CAMPANIA            

10.477

2.025

19,3%

667

296

44,4%

1,14%

3,49%

EMILIA ROMAGNA      

8.813

909

10,3%

515

172

33,4%

0,00%

1,83%

FRIULI-VENEZIA GIULIA

2.318

217

9,4%

114

40

35,1%

-0,15%

1,49%

LAZIO               

16.469

1.782

10,8%

631

194

30,7%

1,30%

2,75%

LIGURIA             

2.709

239

8,8%

123

35

28,5%

0,28%

1,77%

LOMBARDIA           

25.650

2.535

9,9%

1.303

431

33,1%

0,49%

2,53%

MARCHE              

3.015

331

11,0%

177

62

35,0%

0,12%

3,56%

MOLISE              

435

75

17,2%

26

10

38,5%

0,12%

3,08%

PIEMONTE            

8.545

968

11,3%

476

158

33,2%

-0,04%

1,50%

PUGLIA              

5.502

979

17,8%

338

143

42,3%

0,94%

3,06%

SARDEGNA            

2.772

316

11,4%

117

30

25,6%

1,09%

0,80%

SICILIA             

7.480

1.538

20,6%

377

153

40,6%

1,37%

2,15%

TOSCANA             

7.900

832

10,5%

421

113

26,8%

0,46%

2,72%

TRENTINO-ALTO ADIGE

2.105

317

15,1%

136

55

40,4%

0,55%

2,57%

UMBRIA              

1.668

179

10,7%

75

30

40,0%

0,24%

1,86%

VALLE D'AOSTA       

205

17

8,3%

7

0

0,0%

-1,10%

-3,27%

VENETO              

9.878

1.036

10,5%

498

152

30,5%

0,18%

2,12%

ITALIA

122.210

15.271

12,5%

6.330

2.209

34,9%

0,62%

2,37%

 

Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese  

* Sono state considerate le imprese con attività primaria nei seguenti ambiti:

47.91.1 - Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet

61.90 - Servizi di accesso ad Internet, Internet Point e altri servizi di trasmissione dati

62 - Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse

63.1 - Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse; portali web

 

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