ELENCO PUBBLICO DEI SOTTOPRODOTTI

Il Ministero dell’ambiente ha adottato con Decreto del 13 ottobre 2016, n. 264, il “Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti”.


pubblicata il 04/04/2017

Il Ministero dell’ambiente ha adottato con Decreto del 13 ottobre 2016, n. 264, il “Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti”.

All’articolo 4, comma 3, si prevede che il produttore e l'utilizzatore del sottoprodotto si iscrivano, senza alcun onere economico, in apposito elenco pubblico istituito presso le Camere di commercio territorialmente competenti.

I residui sono sottoprodotti e non rifiuti quando il produttore dimostra che, non essendo stati prodotti volontariamente e come obiettivo primario del ciclo produttivo, sono destinati ad essere utilizzati nello stesso o in un successivo processo, dal produttore medesimo o da parte di terzi.

 

Elenco dei produttori e degli utilizzatori di sottoprodotti

Il portale www.elencosottoprodotti.it è on line, al momento, in una versione solo informativa.
Nella seconda metà del mese di aprile sarà resa disponibile la scrivania telematica che consentirà alle imprese l'iscrizione negli appositi elenchi previsti dal Regolamento, la relativa pubblicazione e la consultabilità degli elenchi stessi.

Le iscrizioni dovranno essere effettuate presso la Camera di commercio nel cui territorio è ubicata l’unità produttiva dell’impresa interessata alla produzione o all’utilizzo del sottoprodotto.
L’iscrizione non rappresenta un requisito abilitante ma svolge unicamente finalità conoscitive e di mera facilitazione degli scambi.

La qualifica di un materiale come sottoprodotto prescinde comunque dall'iscrizione del produttore o dell’utilizzatore in questo elenco, essendo di carattere oggettivo e legata alla dimostrazione della sussistenza dei requisiti richiesti dall’articolo 184-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

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